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La mezza e la maratona di Verona

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Era un luglio caldo e afoso quando si prospettò l'opportunità di andare a conquistare Verona nel pieno dell'autunno attrezzati di scarpe, maglie tecniche, booster e orologi GPS. 

de la Redazione

Sembrava così lontano quell'appuntamento che quando è suonata la sveglia di sabato mattina, quattordici novembre, per il frecciarossa destinazione PortaNuova in molti si sono chiesti: di già?

Verona ci ha accolti con un tiepido e pallido sole che ha riscaldato il gironzolare del sabato pomeriggio alla scoperta dei "topici" della città: noi e centinaia di altri runners mescolati ai turisti del weekend a sequestrare il centro cittadino dai piedi dei legittimi camminatori locali fino all'ora X: quella concordata per il ritiro dei pettorali.
Ore 16:00 CET al villaggio Expo della maratona, ben piazzato di fronte alla famosa Arena, si è dipanato il rito del "e che numero hai?", "che misura hai preso la maglietta?", "indovina chi ha il numero più sfigato?" che però non ha impedito la genesi imprevista della genialata del sabato pomeriggio.


Ancora non si è riusciti ad individuare cotal genio (palesati, vieni fuori, goditi il meritato applauso), ma tant'è che, vista la presenza dello stand dei cugini veronesi di Emergency all'Expo, si è individuata nella loro disponibilità l'opportunità di lasciare le borse con i cambi del post gara della domenica, liberandoci così dal limite delle 08:00 fissato per il rilascio borse agli appositi camion dell'organizzazione della gara, facendo guadagnare minuti di sonno in più a tutti noi. Simply genius.

Verona maratona e mezza
Incredibile come vola il tempo quando si è in giusta compagnia: presi i pettorali e fatte quattro chiacchiere a contorno era già ora di cena: divisi, purtroppo, in più gruppi per l'indisponibilità di molti ristoranti a prendere più di quindici persone, ci si è indirizzati ognuno verso il proprio, secondo un criterio molto più vicino al comando "shuffle" dell'ipod che non ad altra logica.
Qualcuno ha provato anche l'ulteriore scissione dell'atomo, neanche fossero al CERN, quando un sottogruppo si è ritrovato (inconsapevolmente?) nel ristorante sbagliato, con vino e acqua già ordinato, a perculare quelli che erano nel ristorante giusto fino a quando, resisi conto della figuremmè, ne sono usciti con le orecchie basse, incamminandosi nella nebbia, credendo di essere nel finale di "Casablanca", in realtà perfettamente impersonificando "Totò e Peppino" nella nebbia che non si vede...

Ma la sveglia è sempre lì in agguato: è domenica mattina, tutti in tuta fuori la sala della colazione alle 06:59 pronti per l'ultimo rifornimento utile prima del grande sforzo.

Verona mezza e maratona

Mangiati e coperti, in camminata veloce verso la foto di rito delle 08:15 (seeee), spogliati e un po' rabbrividiti per la temperatura non certo gradevole, il sole pallido di sabato ha lasciato posto a un grigio umido da padania operosa, ci si perde in tentativi vari di riscaldamento ma poi, miracolo!, in griglia ci si ritrova tutti (quasi): non manca un segno di ricordo e omaggio alle vittime di Parigi sintetizzato in un nastro con la famosa rossa "E" legato alle maglie; poi dallo sparo al taglio della linea di partenza passano (da tempo TDS) ben sei (6) minuti di: "vabbè allora la strategia è: date la palla a me e io faccio gol" (cit.), "i primi 500 mt. sono in direzione hotel, non fate che tirate dritto visto che la colazione è fino alle 10", e poi: "Tiziano porta chi ci sta a fare meno di 1:50, daje!".

I sampietrini (pure qui! 'Sti romani erano ovunque...) cittadini non sono proprio il massimo per le caviglie di noi runner, ma appena si lascia la città e si corre lungo l'Adige l'asfalto in buone condizioni restituisce la corretta spinta alle gambe di migliaia di runners che in un serpentone coloratissimo si rincorrono (apparentemente) felici. L'organizzazione pare funzionare bene: i ristori sono veloci, le strade sono presidiate, unico neo un paio di ciclisti in mezzo ai runners che non si capisce cosa ci stiano a fare. Il nostro gruppo si è leggermente sgranato, normale, ma con un pugno di 5/6 in un lasso di 30/50 secondi massimo.  La temperatura e l'umidità nella parte campagnola del percorso è pungente ma, per quanto possa sembrare lunga, è un attimo e stiamo scavallando un ponte d'ingresso alla città che con una lunga discesa mette molti, chi ha ancora benzina da bruciare, in grado di abbassare di molto il passo km.


Ci risiamo con i sampietrini un po' sconnessi, due curve e piazza Brà e il gonfiabile del traguardo è lì e, tra due ali di folla festante (© Istituto Luce), si arriva al termine della mezza, mentre i due veri guerrieri di RfE (Federico Crescenzi e Stefano Pescosolido, in rigoroso ordine alfabetico), loro sì eroi, sono soltanto a metà della loro estrema fatica di quarantaduechilometricentonovantacinquemetri (è lunga pure a scriverla).

Verona mezza e maratona
I complimenti e le salviette detergenti, i pettorali unti e i commenti salaci, gli abbracci, i sorrisi e lo spirito di gruppo: il post gara è quasi bello quanto la gara stessa.

Incredibile: ma questi siamo noi, quelli di Runners for Emergency, la Pace, la corsa, la solidarietà e l'amicizia.

 

de "La Redaziùn"

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