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La forza dirompente negli animi di alcuni runners a Verona...

  • Written by  Massimo Buzzin
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La forza dirompente negli animi di alcuni runners a Verona, tra una giovane in carrozzella e l'uomo col cane cieco in braccio...

di Massimo Buzzin

Chi mi conosce sa che non sono un Runner, vivo queste occasioni solo per il piacere di frequentare bella gente. Quando decido di correre, il mio unico obiettivo è riportare a casa la pelle … e le gambe. A Verona mi sono intrufolato nella 10 Km non competitiva .

Mi metto in movimento una mezzoretta dopo i veri Runners. Circondato da cani di varia taglia, palloncini, bambini, carrozzine e carrozzelle. La maggior parte dei non competitivi camminava; per qualche minuto ho voluto passeggiare con loro tentando di capire perché, con quel freddo, in tantissimi erano li per camminare. Ho ascoltato chiacchere, accarezzato cani, un bambino mi ha passato l’ adesivo “corro per Parigi” ed ha voluto incollarlo lui stesso al mio pettorale.

Poi decido di corricchiare tra persone che continuavano a camminare, dentro di me pensavo : ma questi cammineranno per 10 km co sto freddo ? … bho ?!?!

Supero qualche camminatore e comincio ad accodarmi a persone che correvano finchè, su una salitella di sampietrini (anche a Verona), non raggiungo un “guanto nero”. D’ istinto ci poggio la mano sopra ed insieme spingiamo. Sotto il guanto (e la mia mano) un carrozzella, nella carrozzella una ragazza più giovane del più giovane dei miei figli. Il “guanto nero” mi guarda : “Grazie …” ed io zitto … spingiamo insieme per qualche metro poi mi guarda e sorride, capisco che potevano andare tranquillamente da soli … mi stacco supero la carrozzella, mi giro, la ragazza mi guarda, sorride e … “DAI … VAI, VAI …”; LEI INCITAVA ME !

Per qualche chilometro ho corso con il volto della ragazza stampato negli occhi, era divertita e felice ma soprattutto si sentiva una di noi, grazie a quel “guanto nero”.

All’ arrivo, poco dopo di me, ecco un Signore con un cane in braccio ed uno al guinzaglio. Lo speaker lo conosce, lo saluta e lo intervista … lui corre sempre con i suoi cani e quello in braccio è cieco. Da quando è diventato cieco vivono praticamente abbracciati … anche correndo.

Correndo …

… Ho capito che quel “guanto nero” era di un Eroe; una persona capace di rendere normale una situazione a dir poco complicata. Immagino quanto possa essere difficile convivere con questo dolore, rendendolo parte della propria esistenza quotidiana. Quel “guanto nero”, evidentemente, c’ era riuscito dando al volto di quella ragazza un sorriso ed una speranza.

… Ho capito che ciascuno di noi ha bisogno di tutto e di tutti e che i ruoli, nella vita, possono clamorosamente invertirsi al punto tale che un Uomo vedente può condurre un Cane cieco e non viceversa.

Così mi è andato l’ occhio sull’ adesivo del pettorale : Parigi. Qualcuno si è convinto che rinunciare alla propria vita, distruggendo anche quella di altri, potesse renderlo eroe; evidentemente non ha mai spinto una carrozzella o abbracciato un cane correndo per un ora. Sarebbe bastato questo per sentirsi un … normalissimo Eroe.

Vi saluto con una canzone (Daniele Silvestri - Voglia Di Gridare) che amo particolarmente e che, per me, fotografa al meglio questi giorni. Grazie a tutti, un piacere frequentarvi.
A presto !

https://www.youtube.com/watch?v=xkkCje38UmA …

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