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Mi piace correre: mettere le scarpe da runner diventa un’opportunità!

  • Written by  Alessia De Camillis
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"Il valore aggiunto che la corsa ha avuto ed ha sta proprio nel correre stesso, nel traguardo raggiunto, nel sorriso, nel gruppo, nella fuga, nella chiacchierata e nei pensieri che si perdono..."
di Alessia De Camillis

Fatale fu una chiacchierata con un amico runner che mi suggerì (vedendomi immersa e in qualche modo persa in quei periodi "no" che capitano nella vita) di "muovere gambe e testa" per rimettere in moto buona energia e far pace con il mondo (interno ed esterno).
Avevo sperimentato qualche sporadica e gioiosa corsetta al sole ostiense, o meglio avevo sperimentato qualcosa di simile alla corsa, e mi resi conto di questo nel momento in cui tentai un primo chilometro, quel tantino più sostenuto del mio solito trascinarmi, un dramma... Avevo una mia idea della corsa, ma non correvo.
E così questa bella avventura è partita circa 3 anni fa. Ricordo i primi chilometri con fiatone e guance rosse, l'emozione delle prime gare, l'attesa di una mezza maratona, i temuti 30 km e il sogno (prossimo da realizzare), di una maratona. Sono una runner lenta, scoordinata e sorridente, spesso infortunata, con pessimi risultati, ma soddisfatta per i centesimi di tempo conquistati di gara in gara. Il valore aggiunto che la corsa ha avuto ed ha, per me, sta proprio nel correre stesso, nel traguardo raggiunto, nel sorriso, nel gruppo, nella fuga, nella chiacchierata e nei pensieri che si perdono e si sistemano nei tanti chilometri percorsi, nel silenzio che la fatica impone, nei panorami mozzafiato che spesso si vivono, nei brindisi e nei pranzi successivi. Mi piace correre, non è un sacrificio, mettere le scarpe da runner diventa un'opportunità: corro quando posso, corro dove voglio, spesso corro sentendo solo il respiro e la stanchezza delle gambe - ultimamente senza orologio - forse per rimanere sempre più in contatto con il corpo e liberare ogni singolo pensiero. Mi guardo indietro e guardo quella quarantenne impacciata che muoveva i primi (lenti) passi e che oggi (sogna) e incredula prepara lentamente una maratona. Corro meravigliata di me stessa, della costanza e della passione che scopro in me, dell'entusiasmo e dell'impegno. Ultimamente mi hanno chiesto con chi corressi, con grande felicità ho risposto: "Io corro per Emergency".
Tutto quello che di bello già rappresenta la corsa per me, viene inserito in un progetto ancora più grande di me, fatto di parole importanti e impegnative come condivisione, sostegno, partecipazione e solidarietà.
Non ho paura di sognare, né di chiedere troppo.
Divertita corro.
Grazie, Runners For Emergency!

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