×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 483

Menu

Schizofrenia, da integrazione a sport con progetto Triathlon

  • Written by 
  • Read 1070 times

Sono gli obiettivi del progetto 'TRIATHLON-Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi', che coinvolgerà oltre 3.000 medici e operatori di 36 Dipartimenti di salute mentale (DSM) sul territorio.

 

Promuovere recupero e integrazione sociale delle persone affette da schizofrenia, oltre 300mila in Italia, attraverso programmi integrati e con un'attenzione particolare anche all'attività fisica. Sono gli obiettivi del progetto 'TRIATHLON-Indipendenza, Benessere, Integrazione nella Psicosi', che coinvolgerà oltre 3.000 medici e operatori di 36 Dipartimenti di salute mentale (DSM) sul territorio. Il progetto, nell'arco di 18 mesi, è promosso dall'azienda farmaceutica Janssen in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria Sip, Società Italiana di Psichiatria Biologica, Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia Sinpf, Fondazione ITACA e Osservatorio Nazionale sulla salute della donna (Onda). Per la prima volta, la disciplina del Triathlon (nuoto, corsa e ciclismo) viene inoltre proposta come nuovo approccio per il benessere delle persone con psicosi, fino a culminare nel Primo campionato di Triathlon a squadre della salute mentale.

Lo sport è infatti ''fondamentale e negli ultimi 6 anni numerosi studi hanno dimostrato che l'esercizio fisico può avere un effetto positivo sui sintomi e sulle performance cognitive dei pazienti'', spiega Emilio Sacchetti, past president Sip. Il progetto parte dal dato che la schizofrenia è tra le patologie che hanno un impatto maggiore sulla vita del paziente e dei familiari ed è inclusa tra le prime dieci cause di grave disabilità cronica'', afferma Claudio Mencacci, presidente SIP. Altro problema sono i costi associati alla malattia, stimati in circa 3,2 mld di euro e, di questi, il 60% è costituito da costi indiretti, come perdita di produttività dei pazienti e dei loro familiari. Tra i costi diretti, il trattamento farmacologico pesa solo per il 10%, mentre l'81% è assorbito dai costi di ospedalizzazione e assistenza domiciliare. Lo stigma e la scarsa consapevolezza rendono inoltre la malattia ancora poco accettata e non tempestivamente trattata, tanto che in Italia più di una persona su tre, nonostante abbia un disturbo schizofrenico, non arriva al contatto con i Servizi e di conseguenza non riceva alcun trattamento. Eppure, conclude Eugenio Aguglia, presidente Sinpf, ''l'intervento farmacologico con antipsicotici deve avere immediatezza e continuità: quest'ultima riduce infatti del 60% l'incidenza delle ricadute e delle ospedalizzazioni''.

(Fonte: Ansa)

back to top

Disclaimer

 Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001. 
Questa opera è pubblicata sotto questa Licenza Creative Commons

Creative Commons 88x31

 

 

ASD Runners for Emergency - Fidal RM315 - Cod. AICS 106433 - C.O.N.I. Reg. Naz.le n° 221264
- C.F. 97798290587 - Viale della Vittoria 42, 00122, Lido di Ostia, Roma.