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Io non corro più sola!

  • Written by  Maria Grazia Corrarello
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"Per anni me ne sono andata in giro correndo in pineta da sola, magari a volte socializzando con qualcuno, o meglio lasciando parlare, perché io avevo bisogno di respirare... E sempre dopo il caffè..."
di Maria Grazia Corrarello

Mi piace correre. Non sono una runner , sono una che corre. Corro lentamente, respiro profondamente e ho sempre la musica che mi spinge al massimo. Senza la musica non so correre, le gambe rallentano, la testa dice "basta, voglio il caffè!". E, se ciò non bastasse, ho amiche che detestano la corsa . Irremovibili. "Ciao Ale, vieni domani con me in pineta?"
"Cheeee? Nemmeno pagata!"
"Sob".
Così per anni me ne sono andata in giro correndo in pineta da sola, magari a volte socializzando con qualcuno, o meglio lasciando parlare, perché io avevo bisogno di respirare. E sempre dopo il caffè di Laura e Mauro.
"Dai Laura! Vieni con me, ti rilassi un po'". Laura mi fissa. Manca soltanto la musica di Sergio Leone in sottofondo...
"Scusa se mi intrometto, ma tu cerchi qualcuno con cui correre? Perché non chiami il gruppo di Emergency?"
"Ma Emergency di Gino Strada? Ci sta un gruppo di corridori? Non lo sapevo."
"Guarda, ti do il numero di Claudio, è il presidente, parlaci , non ti preoccupare. Io non corro più ma loro sono un bel gruppo!"
E così la mattina dopo in pineta ho incontrato Claudio e tanti altri. Sorridenti tutti. Era Aprile, primavera. Alle otto di mattina sentivo freschetto e perciò avevo una maglia a maniche lunghe,un giacchetto e un copri collo di pile. Orrore! Sono passata alla storia per quel copri collo!!!
Me lo hanno fatto subito togliere. Claudia rideva divertita perché in effetti era proprio esagerato. E mi diceva quasi preoccupata (forse ponendosi anche domande riguardo il mio QI) che secondo lei avevo una maglia troppo pesante. Ma veramente troppo!
"Qualcuno ha una maglia in più?"
"Grazie, ma non ti preoccupare, va bene così."
"Ma no, no. Sei vestita troppo pesante."
Federica aveva una maglietta da prestarmi. Per fortuna, perché poi faceva proprio caldo.
Quando sono partiti li ho visti sparire in lontananza per la velocità. Io non potevo (né posso ) tenere il loro passo. Però mi sembrava lo stesso di non correre da lupo solitario, di stare insieme a loro. Ogni tanto qualcuno tornava indietro a vedere come stessi. Del resto, mi si poteva sentire in lontananza dal clangore delle mie chiavi di casa!
"Ma che c'hai le chiavi di S. Pietro appresso?"
In effetti mi porto appresso un mazzo di chiavi che fa scoppiare tutti a ridere perché oltre alle chiavi di casa e della posta ci sono appesi quattro portachiavi, due dei quali in acciaio, grossi e pesanti. La teoria alla base della loro presenza è che così le trovi prima nella borsa (non succede mai). Con gran galanteria Alberto si è sacrificato quel giorno offrendosi di portare le chiavi e il giacchetto , che erano diventati pesantissimi ormai perché già i chilometri corsi erano tanti e la stanchezza si faceva sentire. E per l'intero percorso si è portato lui le chiavi di S. Pietro e il mio giacchetto! E anche rassicurandomi che non pesavano e non erano per niente un impiccio!
Quel giorno ho sperimentato la capacità di accoglienza del gruppo, che è davvero tanta. Ho avuto subito un'immagine positiva delle persone che ne fanno parte e ho deciso che dovevo stare con loro. Continuo a essere lenta, a respirare tranquillamente, a guardare il panorama mentre vado e ascoltare la musica. Continuo ad aver bisogno di lei per muovermi, per tenere il ritmo, per sgombrare le mente. Questo sì. Però ora non corro da sola. Corro con persone belle e con cui condivido una passione. Che hanno sempre un sorriso da regalarmi e che fanno il tifo a squarciagola perché, invece che ultima, faccia lo scatto per arrivare penultima. Che amano il brachetto e le crostate e con cui sto bene insieme.
Ora io non corro da sola!

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