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La meritata medaglia di Finisher della Cortina-Dobbiaco 2016

  • Written by  Alessia Missiaglia
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La prima volta che ho sentito parlare della Cortina-Dobbiaco è stato l'estate scorsa. Non avevo ancora gare ai miei piedi e allora riuscivo a fare massimo 10km. Con gran fatica.
Nonostante tutto ero già intenzionata a partecipare. Mi sono detta: "cascasse il mondo l'anno prossimo ci sarò anch'io!".

Il Trentino è un po' la mia seconda casa. I miei nonni ci passavano tutta l'estate, tra Monguelfo e Anterselva, e io ne approfittavo per farmi le canoniche 2 settimane di mezza estate.

Certo è un po' diverso andare per rifugi che farsi 30km di corsa in montagna, ma guardando i video e le immagini della gara online non sono riuscita a frenare l'entusiasmo e alla fine l'ho fatto: mi sono iscritta.

Dal momento dell'iscrizione sono passate diverse 10km e mezze maratone, tra cui la 3 comuni, la mia più lunga distanza percorsa in gara.

A metà maggio vengo inserita nel gruppo RFE su WhatsApp e già si respirava aria "montana". Le prime notizie sul Garni dove avremmo pernottato, il furgoncino (soprannominato "Il VItozzo") che ci avrebbe portato a Dobbiaco, i compagni con cui avrei condiviso quest'avventura... era tutto pronto, mancava solo di fare la valigia.

Eh già, la valigia. Come volevasi dimostrare noi runners siamo felici solo se riusciamo a portarci almeno 2/3 paia di scarpe e "qualche" indumento da corsa da poterci aprire un negozio. Senza contare snack, dolci, salatini o direttamente tutta la dispensa di casa per evitare di rimanere senza viveri durante il viaggio. Non si sa mai! "Qualcuno" si è portato pure la macchina per fare il caffè (e per questo ringrazio! Quanto era buono!!!).

Ma eccoci finalmente al 2 giugno. Si parte.

Alle 06:30 del mattino mi faccio trovare sotto casa e aspetto il passaggio del Vitozzo che arriva clacsonando per imporre la sua presenza e per ricordarmi che finalmente è iniziata la mia vacanza-trasferta RFE. A guidarlo Gianluca con le due fascinose assistenti: Barbara e Claudia :D. Caricata la mia valigia si parte a prendere Federica e a seguire Laura e Tiziano. Il Vitozzo felice e stracarico parte alla volta del Trentino!

Durante il viaggio, tra una fonzies e una fetta di ciambellone casalingo, decidiamo di testare subito il terreno trentino organizzando una corsetta di ricognizione del Lago di Dobbiaco.

Arrivati al Garnì salutiamo la signora Hildegard (che subirà diverse variazioni del suo nome per tutta la durata del soggiorno) e ci prepariamo per andare a fare la nostra corsetta.

Naturalmente, come in ogni vacanza che si rispetti, non può andare sempre tutto bene. Infatti durante la nostra prima corsa ci perdiamo Tiziano. Panico generale. Andiamo su e giù per i boschi in cerca del nostro compagno che fortunatamente ritroviamo vicino al Vitozzo al nostro rientro. Aveva preso un altro sentiero!

Nei giorni seguenti attendiamo il giorno della gara variando corse, camminate per rifugi e mangiate di strudel e salsiccia, annaffiate da un po' di Forst (un bel po').

Sabato s'inizia ad avere la tremarella durante il ritiro di pettorale e pacco gara. Un sacco di gente gira tra gli stand della Macron, Enervit, Brooks e compagnia bella. I bambini gareggiano percorrendo il tratto finale che sarà il nostro arrivo alla Cortina-Dobbiaco (alcuni vanno molto più veloci di me).

Ed eccolo finalmente, il giorno tanto atteso, il giorno della gara!

Mangio qualche fetta di pane e marmellata, anche se vorrei non mangiare affatto. Pure il mio stomaco è un po' agitato. Tesissima salgo sul Vitozzo e si parte. Durante il tragitto per Cortina vediamo una parte del percorso su cui correremo. Ma quanti km sono?? Non finiscono più!

Barbara e Laura ci lasciano a Cortina per tornare a Dobbiaco ad aspettarci all'arrivo. Ci incamminiamo verso la partenza ma prima lasciamo la sacca con i cambi e i nostri effetti personali ai camion che li riporterà a Dobbiaco. Le ore prima della partenza passano velocemente, tra foto di gruppo, Selfie e una breve passeggiata tutti insieme verso il famoso campanile di Cortina. Stare in mezzo agli altri runner, la maggior parte agitati quanto me se non di più, mi da la carica e non vedo l'ora di partire.

La nostra è l'ultima onda e alle 09:40 spaccate si sentono gli spari della partenza. So che i primi 14km saranno in leggera salita quindi mi metto l'anima in pace e parto con tutta calma. Nei giorni precedenti mi sono fatta un piano e mi sono imposta di fermarmi almeno 1 minuto ad ogni ristoro (ogni 5km). Ovviamente il piano salta subito perché riesco stranamente ad arrivare al 10° km senza fermarmi e ancora in ottima forma. Bevo un po' d'acqua e riparto. Mancano solo 4km alla fine della salita.

Al terzo ristoro mangio un biscotto e bevo un po' di sali. Invece di fermarmi proseguo camminando (ancora devo imparare a bere correndo). Riparto subito, non è passato nemmeno 1 minuto e vado più veloce del ritmo che mi ero imposta. Mi sento bene e adoro il paesaggio che mi circonda, perché dovrei rallentare?

Il quarto ristoro mi ricorda che sono vicina alla distanza della mezza e so che ben presto supererò la mia distanza massima percorsa correndo. Mi assalgono i primi dubbi e mi chiedo cosa proveranno le mie gambe superati i 22km. Scaccio questo pensiero e proseguo la mia corsa.

Prima del 5° ristoro incontro Elvio in bicicletta che mi segue per un breve tratto facendomi compagnia e dandomi un po' di carica. Da 24km non parlo con nessuno e mi meraviglio di me stessa quando rispondo ad Elvio che mi chiede se ho visto "il Presidont".

5° ristoro, 25km sulle gambe. Inizio a sentire un po' di fatica ma neanche tanta. Si pensa sempre al peggio quando non si conosce una cosa.

Mentre mangio l'ultimo biscotto (quanto sono buoni i biscotti in Trentino!) mi sento qualcuno che mi tocca la spalla... è Claudio! Il Presidont! L'ho trovato!! Grazie al cielo non devo percorrere gli ultimi km da sola. Spazzo via le ultime briciole e partiamo per gli ultimi 5km di gara.

Fortunatamente Claudio mi trascina e m'incoraggia facendomi accelerare un po'. Ed ecco il lago dove la prima sera abbiamo "quasi perso" Tiziano. Manca solo 1km all'arrivo.

Raccolgo le ultime forze e incito le mie gambe a fare quest'ultimo sforzo: "Dai che ci siamo!". Ecco l'arrivo davanti a me! Uno scatto finale e siamo arrivati!!! Io e Claudio ci abbracciamo felici e riceviamo la meritata medaglia di Finisher della Cortina-Dobbiaco Run 2016.

3 ore e 1 minuto la mia prima 30km. So che per molti non sarà un tempone ma per me è stata una vittoria. Una gara e una vacanza bellissima che mi rimarrà impressa nella mente e nel cuore e che non vedo l'ora di ripetere l'anno prossimo.

Grazie RFE, grazie di tutte le emozioni che mi regalate ogni volta!

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