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Olimpiadi 2016: Team ROA - James Chiengjiek, 400 metri.

  • Written by  Corrado Guidobaldi
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James Chiengjiek James Chiengjiek

Il campo profughi di Kakuma in Kenya, costituito nel 1992, è amministrato dall'UNHCR ed ospita 180.000 rifugiati, un numero che equivale alla popolazione di nostre città come Perugia, Modena o Livorno. Questa popolazione enorme comprende solo un quinto di tutti i profughi accolti in Kenya.


Gli ospiti di Kakuma sono famiglie fuggite da Somalia, Burundi, Congo, Eritrea, Sudan ed altri paesi africani in seguito a guerre e persecuzioni, sono persone che non hanno più la loro casa, non possono più tornare nel loro paese, nei loro luoghi di origine. Ma Kakuma non è solo questo: è vero che a Kakuma ci si arriva fuggendo, ma in moltissimi casi non è un luogo di passaggio, si rimane un limbo perenne, si arriva ma non si riesce più a partire.
Tantissimi bambini sono nati lì a Kakuma, sono nati profughi. La loro casa esiste solo nel mito, nei racconti dei genitori; la loro vita è in una tenda da campeggio, in una casa di paglia o di fango. Non hanno conosciuto alternative.
Kakuma non è lontana dall'equatore, in una zona arida in cui i 40 gradi, le tempeste di sabbia, la malaria, gli animali velenosi sono all'ordine del giorno.
Le possibilità che i profughi di Kakuma hanno di lavorare e quindi di sostentarsi in autonomia, sono molto ridotte: solo un piccolo numero riesce a collaborare con le organizzazioni non governative presenti nel campo ed essere remunerato.
E forse ospiti non è la parola più opportuna per descrive chi risiede nel campo: ostaggi ne rappresenta meglio lo status: chi risiede nel campo, deve rimanere nel campo, non può uscirne in autonomia, non può che vivere lì. Per i bambini nati a Kakuma, quello è il mondo, gli ingressi al campo sono le loro colonne d'Ercole.
La scuola è la scuola del campo, le case, le strade sono quelle del campo. I negozi sono quelli del campo. La vita si svolge solo nel campo e la rassegnazione può prendere il sopravvento.
James Chiengjiek è nato nel Sud Sudan tra il 1987 e il 1988. Quando James aveva 11 anni, il padre è morto durante la guerra civile in Sud Sudan (più di 500.000 morti dal 1983) e James è dovuto fuggire dal suo paese a causa dei rapimenti per l'arruolamento forzoso dei soldati bambini. Sono finora più di 20.000 i lost boys del Sud Sudan, i ragazzini che fuggono staccandosi dalle loro famiglie per evitare l'arruolamento nella guerra civile. James ha già vinto la gara della sua vita giungendo a Kakuma nel 2002, ragazzino. La metà della vita di James è trascorsa nel campo rifugiati, lontano dai suoi cari, lontano dalle sue origini. In questi casi aggrapparsi aduna passione può salvare la vita.
James ha cominciato ad allenarsi in Kenya, mostrando subito una enorme passione per la corsa ed una smisurata forza di volontà: si allenava molto spesso scalzo e sulle lunghe distanze. Ma in qualunque condizione si preparasse, grazie alla sua fibra indistruttibile, James vinceva.
Dal 2013 James è stato incluso nel programma della fondazione della maratoneta keniota Tegla Loroupe a supporto degli atleti rifugiati di Kakuma. Dopo tre anni di ottimi risultati, James a marzo ha vinto ancora un'altra grande sfida: è stato inserito nel ROA team, rappresenterà i rifugiati alle Olimpiadi. La motivazione di questo atleta è sensazionale. "Il mio sogno è realizzare un buon risultato alle Olimpiadi ed anche aiutare le persone: io sono stato aiutato e voglio aiutare": ispirare gli altri, lottare per i diritti civili.
Il presidente del comitato olimpico ci ricorda che: "[Il ROA team] sarà un simbolo di speranza per i rifugiati di tutto il mondo, e farà conoscere meglio al mondo le dimensioni di questa crisi"
Auguriamo a James che le Olimpiadi siano un'occasione per trovare un nuova patria, per costruire un futuro fuori dal campo di Kakuma.

Noi di Runners for Emergency tiferemo ROA team alle Olimpiadi! E James Chiengjiek nei 400 metri!

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Fonti:

https://en.m.wikipedia.org/wiki/James_Chiengjiek 
https://kanere.org/about-kakuma-refugee-camp/ 
https://en.wikipedia.org/wiki/Tegla_Loroupe 

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