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La prima mezza per caso: la RomaOstia di Valentina

Quindi deciso, si fa la ROMA OSTIA, dopo aver tartassato Alberto di domande su "come sopravvivere ad una mezza maratona" e aver appreso da Federico... che no, comunque dalla prima mezza arriverai distrutta...


La decisione è presa ad una condizione, io, Francesca, Giulia, Michela, Serena, Camilla e Giulio prepareremo questa mezza insieme!
"Prepareremo" poi, un parolone, considerando che l'iscrizione la faccio il 3 febbraio , mancano solo 37 giorni!
Seguono 4 settimane in cui tentiamo di incastrare i nostri impegni per questi fantomatici allenamenti, che di fatto si risolvono in un grande sostegno morale e qualche lungo insieme.
Il 1 marzo Federico posta "RomaOstia istruzioni per l'uso" e lì capisco che forse la cosa più difficile della gara è arrivare alla griglia di partenza ... L' ansia sale, ma riesco ad ignorarla perlomeno fin al momento in cui ho in mano il pettorale: è sabato 11 Marzo, non c'è più scampo ... domani si corre!
Segue un pranzetto antistress con Francesca e Giulia in cui si discute di strategie di gara:
Maglia a manica corta o a manica lunga?
Kway pre gara?
Cosa ci mettiamo nello zaino?
Come caspita si mette il numero nella borsa ? ( risolto solo grazie al gruppo WA di RFE)
Integratori si, integratori no?

Ed è finalmente sera, la borsa è pronta il pettorale attaccato, gli ultimi messaggi con gli altri per assicurarsi di non dimenticare niente e si va a dormire.
Il 12 marzo 2017 è arrivato, sveglia alle 5.30, colazione, vestizione, metro: alle 7 incontriamo Giulia a Termini, prendiamo la metro B, stiamo per scendere a Eur palasport .... ma non scende nessun altro atleta e noi da brave neofite... seguiamo la massa... dopotutto seguire sarà la parola d'ordine del giorno!
Dopo la foto con RFE proviamo, con successo, ad usufruire dei bagni prima che la fila diventi impossibile, e poi ci avviamo ai camion. Seguono selfie vari mentre l'omino dei camion urla che stanno chiudendo e penso: "Cavolo sembrava fossimo arrivati così presto".
Ci avviamo alle gabbie, abbiamo un'ultima missione importante: Giulio, Giulia e Francesca hanno il pettorale della seconda onda , io Camilla e Serena della terza, ma nulla, neanche la ROMA OSTIA ci impedirà di partire insieme e lo capisce subito il signore all' ingresso che le "retrocede" alla terza onda senza fare opposizione.
Accenniamo un po' di riscaldamento, ma la gente ormai inizia ad affollare la gabbia e decidiamo per un po' di stretching, la mezzora prima della nostra partenza passa veloce tra una chiacchiera e l'altra... e poi quasi per caso siamo in gara!

Quella marea di teste davanti a noi è un emozione pazzesca, se siamo così tanti non può essere così difficile arrivare in fondo.
E così si va, io e Camilla con il nostro passetto teniamo bene i primi 5km, lei meglio di me, e riesce anche a scherzare con chi sta a bordo percorso.
Poi ad un certo punto eccola lì la Salita, ne ho sentito parlare così tanto che praticamente stavo correndo solo per arrivare qui. Ed è effettivamente infinita, non ripidissima ma lunga. Riesco a superarla, riprendiamo a correre ad un passo più vicino alla corsa che alla camminata e poi ... non lo so, non ricordo bene il momento esatto, so solo che il mio bicipite femorale sinistro ha deciso di non partecipare più, ho provato a convincerlo, ma ogni volta che facevo un passetto di corsa il dolore era fortissimo...
Con grandissimo dispiacere dico a Camilla di proseguire da sola perché non riesco a correre.

Sono poco oltre metà gara, camminarla tutta fino alla fine mi sembra un' idea folle ma non finirla non è tra le mie opzioni.... e quindi cammino, penso, mentre tantissime persone mi passano accanto e mi incitano ad andare avanti, e punto ai 15 km, supererò quel cancello e poi deciderò il da farsi.
Nel frattempo vedo un angelo a bordo percorso che mette lo spray sul polpaccio di un atleta, ma perché non ci ho pensato prima !
Dovrò fermarmi due volte a farmi mettere lo spray prima di avere qualche effetto fisico, ma per la mente è stato subito efficace: arriverò al traguardo!
Ricomincio a correre, ma il dolore è sopportabile solo se vado veloce: scatto, camminata, scatto, camminata. Finalmente al 19° la gamba inizia ad andare meglio, posso riprendere il mio andamento lento ma costante. Vedo il mare, vedo l'arrivo ma questi ultimi metri sarebbero tremendi se non fosse per quelle voci che arrivano dagli spettatori e da qualche nostro atleta già arrivato : "Vai Vale" "Vai Emergency", basta poco per darmi le ultime forze .

Sono all'arrivo e stavolta ho paura , ho corso gli ultimi 10 km con una tensione tremenda se arrivo e mi rilasso, rischio di sentirmi male, guardo l'orologio 2h e 40.... Ce l ho fatta! ( volevo stare sotto le 2h e 45, puntavo alle 2.30 come obiettivo massimo)
Non mi resta che andarmi a prendere gli abbracci dei miei compagni di gara, felicissimi di vedermi arrivare perché pensavano fossi stata costretta a ritirarmi... e invece no... medaglia al collo e si va a pranzo con RFE.

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