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Elisa: una RomaOstia iniziata sette mesi prima

Potrei scrivere tante cose della "mia Roma-Ostia"; l'emozione, la paura, la mia rivincita sulla Colombo (che ora sa che potrei percorrerla a piedi invece di passare ore nel traffico), le salite spezza-gambe, l'adrenalina, la felicità di averla corsa tutta, ma ho capito che la mia esperienza è stata anche altro.


La mia Roma-Ostia è iniziata il 29 agosto, con il mio primo allenamento 05.50.
Ho scoperto, quella prima mattina, che la corsa non è uno sport individuale, o meglio, può non esserlo. Mentre arrancavo, a turno sono stata accompagnata verso l'alba della Marinella, uno dei ricordi più romantici della scorsa estate.
Si stavano tutti, o quasi, preparando per la maratona di Firenze; allunghi, fartlek, ripetute... ogni domenica una gara, una corsa, un pb, un tempo da battere, mi sembrava tutto molto lontano dalle mie possibilità, dai miei impegni, da me, ma ho continuato imperterrita a presentarmi con la mia sciarpetta rosa alle 05.45, 2 o 3 volte la settimana, tutte le settimane. 

 

Il salto di qualità l'ho fatto quando, oltre a capire esattamente di cosa stessero parlando le mie compari di corsa, sono riuscita anche a formulare un pensiero e ad esprimerlo in maniera comprensibile... forse non era proprio sensato perché "sì Maura mi sono iscritta alla Roma-Ostia" mi suona ancora un'idea poco assennata.

Con una "tigna" innata, sono andata avanti, rotolando giù dal letto nel buio profondo, facendomi luce con il telefono in mano sperando qualche volta di non leggere i vari "buongiorno" che intimamente ti fanno sentire un traditore se poi non ti presenti, per poi scoprire che a volte il primo maledetto "buongiorno" era proprio il mio che cercavo compagni d'albe.
Compagni che mi hanno trascinato chiacchierando, ridendo, incitando, confortando.

Amici che si sono fatti convincere a fare le salite, a correre sotto pioggia... Tutti, nessuno escluso.

Per questo, la mia prima Roma-Ostia, non è solo mia, ma della mia squadra, di chi mi ha chiamato il giorno prima, di chi mi ha dedicato un messaggio, di chi mi ha chiamato appena finita la gara o il giorno dopo, di chi mi ha convinto a farla, di chi si è fatto convincere a farla, di chi mi ha accompagnato gli ultimi km, di chi continuerà a correre verso la prossima Roma-Ostia, perché come dice Alessia... non puoi scappare, è come il Natale non vedi l'ora che arrivi, ma poi aspetti con ansia il 26!

 

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