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Luca e la sua RomaOstia solidale

E' la prima volta che partecipo alla Roma Ostia con la canotta RfE. Conosco Elvio tramite un amico comune e subito provo sensazioni positive. Sarà per il carattere solidale, per i suoi risvolti per il sociale, ma mi sento a casa anche se mi sono trasferito da poco...

Non mi sento preparato a dovere per la mezza, non solo per non aver corso a sufficienza, ma soprattutto perché mio fratello si è sposato la sera prima e un po' di bagordi li ho fatti. Solo 4 ore di sonno, quando il mio amico Nino passa a prendermi e mi dice che sono ridotto male...

Ci incamminiamo, la giornata è splendida incontro Lorenzo e Leo e ognuno prende posto nella sua griglia di appartenenza. Si parte!

La gara da sempre emozioni diverse ogni volta, ma quello che non mi aspettavo lo incontro intorno al 17° Km. Un gruppetto di runners con indosso una maglia bianca con la scritta Genitin Onlus. Fanno praticamente da scorta ad un bimbo su una "bici speciale" e urlano il nome di Riccardo, lo incitano, battono le mani e incitano anche il pubblico a farlo...

Scambio due chiacchiere con Fabio, un genitore di un bambino speciale e mi racconta chi sono. Capisco che è un'associazione che si occupa di bambini nati prematuramente e raccoglie fondi per ristrutturare un appartamento vicino ai Gemelli che viene dato in ospitalità gratuita alle famiglie fuori Roma. L'associazione sostiene quindi materialmente e psicologicamente sia i bimbi ammalati che i loro genitori.

Ad un certo momento Fabio mi chiede se volevo fare un tratto di strada insieme a Riccardo spingendo la bici. Non ho saputo resistere e ho cominciato attraverso un gesto semplice a entrare nel clima festoso, fatto di incitazioni e di applausi, certo non per me ma per Riccardo e per tutti quei bimbi che lui rappresenta. Riccardo si agita e risponde agli applausi del pubblico, lo fa a suo modo ma si vede che è partecipe, si diverte. Sicuramente tra i due lui è più competitivo di me. Vivo un momento di grazia!

Abbiamo fatto insieme circa un paio di km, prima dell'arrivo mi sono messo da parte e ho lasciato a Fabio e ai suoi amici la conclusione della loro gara, anzi quella di Riccardo. Arrivato all'arrivo li ho attesi, felice di vederli tagliare il traguardo. Non ho male ai muscoli delle gambe, il fiato è a posto, ho solo un bel mal di gola dovuto alle urla per Riccardo.

Torno a casa felice e abbraccio forte mio figlio Gianluca, anche lui come Riccardo nato nel 2008!

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