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La Maratona di Fabrizio: abbiamo 7 ore e mezzo, se po’ ffà!

Ora che sto scrivendo ho già finito di correre, prima non avrei saputo esattamente cosa scrivere.


Ho iniziato ad allenarmi a Natale più o meno ed in 3 mesi ce l'ho fatta ho corso la mia prima maratona, e l'ho fatto con voi e qui a Roma. Era il 2016 e con Paolo siamo andati a vedere i nostri compagni che correvano la maratona di Roma e lui mi fa: "Il prossimo anno tocca a noi, tanto i palloncini neri sono quelli delle 7 ore e mezzo. Se po' ffà!". Ho accettato e mi sono iscritto, ho recuperato la tabella di allenamento (anche questo è merito di un compagno di squadra, grazie Federico) e ho iniziato con gli allenamenti.
Devo dire che mi sono divertito negli allenamenti, anche se da solo perché poi Paolo poverino si è fatto male subito e quindi non l'ha corsa. Suda suda, corri corri, ripeti ripeti, è arrivato aprile, e il 2 è subito lì appena girata la pagina del calendario. La settimana prima è passata tra le varie perculature fatte tra noi sui tempi di percorrenza, sul tempo (caxxo i meteo non ci azzeccano mai, ma stavolta invece hanno dato diluvio e così è stato), e sulla stima di quale km sarebbe arrivato prima di provare la crisi.
Comunque appuntamento alle 7:15 alla fermata Circo Massimo e devo dire che eravamo tutti, nessun imboscato. Fatte le rituali foto di gruppo andiamo verso i camion a posare gli zaini e salutati tutti vado verso le griglie di partenza. Ancora non pioveva quindi fiducioso corro solo in canotta, ancora dentro di me dico che i siti meteo stanno sbagliando. Invece no, le nuvole come noi aspettavano solo il count down.
3, 2, 1 via partiamo noi e arriva la prima goccia e di lì a 5 minuti il diluvio. Ho pensato davvero che invece della canotta avrei dovuto avere il canotto, ogni fulmine però era un olè di gruppo e così per i primi 8 km senza pensarci.
Correvamo in stile gregge di pecore (ma siamo dei pecoroni quindi come altro potevamo comportarci) tutti fitti fitti ammassati per mantenere il calore e, per chi era al centro del mucchio, ripararsi un po' dalla pioggia. Comunque al 7° km sapevo che Paolo anche se non ha partecipato era lì a fare foto, e infatti svoltato da via Ostiense verso viale Marconi eccolo lì zuppo anche lui ma attento a trovare i compagni nel mucchio. Riesco a fermarmi abbracciarlo e ringraziarlo e via di nuovo continuo a correre.
Intanto mi godo per quel che posso la città immobile, se non per noi che corriamo, solo in queste occasioni puoi apprezzarla. A Testaccio la pioggia smette e quindi si corre meglio, incontro le sister Pesavento rigorosamente in coppia e poi più avanti dopo la mezza Federica e Paola in attesa di acchiappare e scortare fino al traguardo un compagno.
Continuo con Federica, che premurosamente cerca di tenere il mio passo moooolto più lento del suo. Dopo pochi minuti ho la fortuna di trovare altri RfE's Angels Marco e Roberto, saluti e baci anche a loro e via di seguito perché ancora manca molta strada e la fortuna di percorrerla asciutto non penso davvero di averla. Così proseguo scortato da Federica e ogni ristoro prendo acqua per tutti e due fino ad arrivare dove trovo gli irruducibili di piazza Venezia. Elvio, Nicola, Federico e non so chi altro perché per la sorpresa li vedo tardi e sono dal lato opposto della strada. Purtroppo non vi ho potuto salutare e Giove Pluvio mi punisce. Al km 38,5 fine dell'asciutto e con la pioggia via le energie. Ho fatto il giro di piazza del Popolo inclinandomi verso l'interno della curva e per poco non cadevo a terra tanto ero fermo, però penso ormai sono arrivato manca poco devo farcela. E quindi continuo. Arrivato al tunnel vedo la luce e al ristoro prendo un bicchiere d'acqua cammino un po' e Federica mi incita a non mollare, ma in realtà ho dolori addominali e vorrei davvero mollare ma siccome non è possibile lì continuo tanto manca poco in qualche modo arriverò.
Davvero ce l'ho fatta, guardo la strada indietro e mi rendo conto che l'ho fatta io ma so che ad ogni punto del percorso qualcuno di voi c'era e mi ha aiutato, ma più di tutti devo ringraziare mia moglie che mi ha su(o)pportato e che sarebbe stata lì se quei caxxo di siti meteo si fossero comportati come al solito e avessero sbagliato. Lei davvero è l'elemento che mi ha fatto arrivare fino a piazza del Popolo (dove sarebbe stata ad aspettarmi) senza mai smettere di correre, e proprio per questo merita la medaglia che ho ricevuto, grazie Ines.
È stata una domenica di cattivo tempo, per chi era a casa, ma fantastica per tutti i 15000 che erano lì a correre e per chi era in giro a sostenerci.
Grazie a tutti quindi e alla prossima, tanto sono certo che sarà fantastico.

 

PS. Ho scritto molte cose belle, ma posso garantirvi che c'è stato anche qualcosa di poco piacevole, solo che però riguarda episodi avvenuti dopo il traguardo, fin lì è stato bello. Sono mancati infatti luoghi asciutti dove far cambiare runners zuppi e sfiniti, che sono rimasti a battere i denti sotto la pioggia che continuava a venire giù e trasporti pubblici a distanze siderali dal posto di fine gara, deflussi dalla zona gara un po' macchinosi e cose simili. Ma tutto questo si dimentica facilmente ripensando a cosa si era appena concluso e a quei quarantaduemilacentonovantacinque passi felici fatti fin lì.

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