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Nuovi amici, nuovi traguardi e successi

In genere, chi incomincia a correre, corre e basta, senza avere idea dei tempi, ignorando il significato di domande tipo "a quanto vai?" o l'esistenza dei "programmi di allenamento" . Poi si decide di diventare "competitivi", di "fare le gare" e un mondo sconosciuto si spalanca all'improvviso.

Nessun runner al mondo dimentica le sue prime gare, l'orgoglio di attaccare il pettorale sulla canotta, lo sparo alla partenza, la fatica (non farò mai più una gara in vita mia), l'emozione indescrivibile di tagliare il traguardo, l'impegno di migliorarsi per la prossima gara.

Poi ci si abitua e tutto diventa normale. Ne ho fatte tante di gare e delle più significative conservo i pettorali orgogliosamente attaccati sulle pareti del mio studio e osservati con disdegno dai colleghi che lo sport lo guardano solo in televisione. Tante gare, tutte fatte con la divisa della stessa squadra. Per questo, quando abbiamo realizzato che eravamo costretti a cambiare divisa, ci siamo sentiti un po' senza famiglia. La squadra è come un amico: si sceglie. E quando trovi un amico vero è per la vita. Un amico vero lo abbiamo trovato qui con voi e oggi correvamo la nostra prima gara come Runners for Emergency. Alla consegna pettorali ovviamente ci hanno chiesto se eravamo di Roma e noi abbiamo risposto di no, siamo baresi ma apparteniamo ad una squadra romana. Ci conosciamo noi runners di Bari e provincia e stamattina in tanti mi hanno salutata, hanno guardato il logo nuovo e mi hanno fatto gli auguri. Mi sentivo come al primo giorno di liceo, magari ti trovi in classe con qualche compagno delle medie ma è tutto nuovo, ti devi ambientare, devi familiarizzare.

Volevo tanto andare in premiazione per la mia categoria! Volevo salire sul podio come Runners for Emergency, volevo che lo speaker dicesse il nome della mia squadra per la prima volta da queste parti. Avevo già visto l'elenco degli iscritti e studiato la lista delle mie rivali. Erano parecchie e alcune più forti di me. Ma non potete rimanere a casa? Magari vi svegliate con la febbre, con un dolorino da qualche parte e poi il meteo è pauroso, pioggia e vento, state a casa.

Faceva veramente freddo dopo tante giornate primaverili. Polignano è un paese bellissimo, a picco sul mare. Splendido anche con il cielo grigio e il maestrale. Si passa nel centro storico, si corre sugli scogli, in un porticciolo, sempre sul mare.

All'arrivo il primo pensiero è stato: ce l'avrò fatta? Ho aspettato un po' e poi sono andata a chiedere notizie alla postazione Fidal. Non possiamo ancora dirti niente, devono arrivare tutti. Si ma chi è arrivato prima di me lo sapete. Devi aspettare. Aspetto e ho veramente freddo. Dopo un tempo interminabile, provo ad avvicinarmi di nuovo. Mi potete dire qualcosa? Dovresti essere terza o quarta. Ce l'ho fatta! Premiano le prime cinque. Ce l'ho fatta! Essere donna e di una categoria diciamo alta ha i suoi vantaggi perché mi ha consentito di andare spesso in premiazione ma stamattina è stato come se mi avessero premiata per la prima volta. Sono tornata a casa intirizzita ma felice. Siamo fortunati noi runners ad essere felici per queste piccole grandi cose.

Maria Rosaria

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