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Il mio Cammino di Santiago

Nessuno inizia il cammino per caso, c'è sempre qualcosa che spinge ad andare, che sia una delusione da cui si vuole fuggire, dalla ricerca di emozioni o semplicemente dal desiderio di stare soli con se stessi e provare a ritrovarsi. Immaginate, uno di noi che decide di percorrere dai 600 agli 800 km a piedi, come andare da Roma a Milano o da Bari a Milano. E perché mai? E perché proprio sul cammino di Santiago?

 

E' difficile rispondere a queste domande, ognuno ha le sue forti motivazioni interiori che spingono ad andare, ad accumulare i passi, i chilometri e i giorni di cammino, con sole, pioggia, vento e ancora sole. Certo è che più di 20.000 persone ogni anno si avventurano sul cammino, partendo da località diverse del percorso, ma i più coraggiosi partono dall'inizio, Saint Jane Pied de Port, Iruna o Lisbona. Il cammino di Santiago attira i pellegrini moderni e camminatori più di ogni altro cammino al mondo. Posso affermare senza paura di essere smentito che il cammino di Santiago è magico. Giorno dopo giorno si percorrono i 25 km di media, su strade di qualsiasi tipo e con pendenze spesso importanti con il sorriso sul viso. Nelle mie due esperienze non ho mai visto pellegrini scambiarsi scortesie, anzi, il cammino è un riecheggiare di "Buen camino", Todo bien?". "Ultreia". Tutti parlano la stessa lingua che è un misto di spagnolo, inglese, francese e italiano e tutti riescono a capirsi e a scambiarsi informazioni ed emozioni. E' la lingua de cammino. Quest'anno mi sono cimentato sul cammino della via lusitana, dopo l'ancor più bella esperienza dell'anno precedente sulla via francigena. Sono partito da Lisbona in compagnia di un amico che ha avuto problemi fisici e che ha dovuto abbandonare. Ho continuato da solo. Ho ancora negli occhi i passaggi per i borghi isolati e gli splendidi panorami. Ho vissuto esperienze fantastiche a Fatima, dove ho visitato il suo santuario, a Santarem, Toram, Coimbra, Porto, Barcelos e tanti altri paesi ancora. Ho conosciuto tantissime persone con cui ho stretto rapporti di amicizia e ho condiviso momenti di piacere. Ricordo quando mi sono fermato in un paesino di cui non ricordo il nome e con un solo bar. Mi ero fermato per riposarmi e rifocillarmi e ho incontrato un abitante del luogo che parlava solo un portoghese stentato ed io che riuscivo solo a scambiare poche parole in questa simpatica lingua. Abbiamo trovato il modo per chiacchierare, raccontarci e ridere. Se non avessi avuto la necessità di andare per raggiungere la mia destinazione, sarei rimasto lì a parlare con lui. 

Ho conosciuto tante persone, tra cui la mia nuova amica Catherine, australiana, con la quale ho percorso alcune delle tappe e con cui spesso la sera ci facevamo compagnia programmando le fatiche del giorno dopo. Mantengo ancora con lei un contatto, sia pure su un social, e la speranza che se la vita vorrà ci incontreremo ancora. Questi incontri sono una delle magie del cammino. Il cammino rende possibile a persone di mondi diversi di incontrarsi, di conoscersi e di relazionarsi e, come qualche volta ho visto accadere, di innamorarsi. L'arrivo alla cattedrale di Santiago racchiude sempre qualcosa di magico e di mistico. E' sempre affollata dentro e fuori. E' obbligatorio per i credenti passare dietro l'altare, dopo una lunga fila, e abbracciare la statua argentata di San Giacomo e ringraziarlo per averci concesso la volontà e la forza di arrivare sino in fondo. E' possibile partecipare alle funzioni religiose in qualsiasi lingua e chi ha la fortuna, come a me è capitato per due volte, di assistere al rito del botafumeiro, il grande incensiere che si fa oscillare per tutta la navata ricordando la tradizione della purificazione dell'aria, quando nei tempi passati, i pellegrini arrivavano maleodoranti. 

E' un'altra bella avventura che ho vissuto e già penso a quella del prossimo anno, sempre il cammino, per la via del Nord, da Iruna a Santiago de Compostela, 850km, da percorrere per vivere nuove esperienze insieme a nuove conoscenze.

Nico Andriola

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